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Risoluzione display smartphone sinonimo di qualità: un mito da sfatare

Vi ripropongo questo articolo, perché ai giorni nostri è esageratamente attuale e non vorrei vi faceste attirare troppo dalla pubblicità ingannevole.

Spesso, troppo spesso a dire il vero, si sente parlare di smartphone con risoluzioni del display a dir poco pazzesche: Full-HD, 2K e 4K. A volte ci troviamo di fronte anche a risoluzioni leggermente personalizzate, magari quasi un 2K o un 4K non proprio pieno.

Ma arriviamo al punto: avete idea di quanto grandi (ed enormemente sproporzionate) siano queste risoluzioni su un dispositivo dallo schermo relativamente piccolo come lo smartphone? Approfondiamo un po’ meglio la questione.

Risoluzione display e PPI

Prima di addentrarci nel fulcro del discorso, è opportuno conoscere i seguenti dettagli tecnici.

Ad una data risoluzione, corrisponde un certo numero di PPI (chiamati anche DPI), che corrispondono ai Pixel Per Pollice (dall’inglese Pixel Per Inch). E’ automatico, matematico. Se su un display da 5.5″ pollici viene inserita una risoluzione Full-HD, questo avrà un certo numero preciso (e sempre identico ovviamente) di PPI, in questo caso 400.

Potete calcolarli, per esempio, andando a questo indirizzo.

Uno smartphone con display 2K/4K è migliore di uno Full-HD?

Assolutamente no. In verità, non c’è differenza. O perlomeno, c’è: peccato che non possiate vederla ad occhio nudo. Se vedete in commercio uno smartphone con schermo 2K o 4K che si vede “meglio” rispetto ad uno Full-HD, il motivo sta in tutto tranne che nella risoluzione.

La vera risposta alla domanda è quasi sicuramente si: è migliore. Ma non perché ha una risoluzione più grande, ma perché è stato quasi sicuramente prodotto più recentemente, di conseguenza l’azienda che produce display ha avuto il tempo di migliorare parametri come contrasto, luminosità, colori, gamma colore, tecnologia di arrangiamento dei pixel ecc.

Un vero peccato però (oltre che una presa in giro ed un consumo inutile di batteria e capacità computazionale CPU, GPU e RAM) che la risoluzione non migliori la qualità visiva. Perlomeno non su uno smartphone (anche se è oltre i 6 pollici).

Perché tutto questo?

Perché ci sono troppi pixel in troppo poco spazio. Inoltre, l’occhio umano non è in grado di percepire la distanza dei pixel (e quindi densità finale degli stessi) oltre circa i 320 PPI, traguardo raggiunto diversi anni fa con l’introduzione dei display “Retina” della Apple.

Per inciso, i 320 PPI si trovano in una risoluzione compresa tra l’HD ed il Full-HD su un comune smartphone con display da 5.5″ pollici.

Oltre il “Retina”, tutto il resto perde assolutamente senso.

Avere uno smartphone 2K o 4K è una presa in giro?

Si. Ma non solo. Avrete tra le mani un telefono dove non riuscirete a cogliere differenza visiva da uno Full-HD, uno smartphone che tra l’altro consuma più batteria di quanta ne consumerebbe con una risoluzione inferiore, e CPU e GPU calcoleranno inutilmente una risoluzione che non ha motivazioni (se non commerciali) di esistere su di uno smartphone.

Quindi è tutto inutile?

In realtà, ci sarebbe un’applicazione utile di questa risoluzione: il VR. Tuttavia, sono davvero poche al momento le applicazioni che lo usano decentemente e dovrete procurarvi un accessorio adatto e particolarmente costoso (un casco, una visiera o qualcosa di simile).

Riguardo a: Salvo Cirmi (Tux1)

Un pinguino intraprendente che dopo diversi anni di "servizio" online (e soprattutto delle guide) ha acquisito conoscenze non di poco conto sui settori Android, Linux e Windows. Le mie specialità sono il modding e le review. Nel tempo libero (che è raro trovare) suono il piano, mi diverto effettuando modding e provando distribuzioni Linux, BSD ed altre.

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