L’ultimo campionato di Serie A si è chiuso con il classico verdetto della classifica finale che ha visto l’Inter trionfare con la vittoria dello scudetto e poi Napoli secondo, Roma terza e a sorpresa il Como in quarta posizione. Sono loro le quattro squadre che sono approdate alla prossima edizione di Champions League, quella che inizierà a metà luglio con i primi turni preliminari e che si concluderà poi con la finale di Madrid. Nel mezzo, con tanti risultati live Champions League, un lungo percorso che le italiane, da regolamento, inizieranno come sempre nella fase campionato, quella che darà poi accesso agli ottavi con o senza prima passare per gli spareggi. Ma se queste quattro squadre hanno raggiunto l’obiettivo, ce ne sono altre che ai nastri di partenza erano convinte di arrivare tra le prime quattro ma poi si sono arrese e ora sono cariche e motivate per riprovarci. Si tratta del Milan, arrivato quinto, della Juventus di Spalletti e poi dell’Atalanta che è stata prima di Juric e poi di Palladino. Le prime due sono squadre di grande tradizione, la terza è una cenerentola che però da anni calca i più importanti palcoscenici internazionali e che nel 2024 ha anche vinto l’Europa League battendo in finale il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso. Ma quella era l’Atalanta di Gasperini che oggi è alla Roma: lui sì, in Champions ci è andato. Anzi, ci è ritornato. Ma come si stanno preparando alla prossima stagione le tre grandi deluse?
Il Milan si affida ai portoghesi
Il Milan, salutato Allegri, approdato al Napoli, riparte da Amorim, ex allenatore dello United che aveva fatto male in Premier ma che in patria aveva ottenuto risultati eccellenti. La parola chiave, quella del nuovo corso, sembra essere: bellezza. Il Milan oltre a vincere vuole anche tornare a far divertire e lo ripete spesso Cardinale quando ne ha occasione. In attacco super colpo come Goncalo Ramos, dietro fatta per Gila della Lazio. Da chiarire la posizione di Rafa Leao ma in generale riparte dai portoghesi il club rossonero per tornare grande. Amorim è garanzia di successo e divertimento? Il suo passato non mente però alimenta il dubbio. Di sicuro, ha una proposta tattica interessante e avrà tutta la fiducia dell’ambiente che ancora è deluso per il quinto posto con Allegri dopo il ko all’ultima giornata contro il Cagliari.
La Juventus cambia dietro la scrivania
La Juventus di Spalletti ha perso contro la Fiorentina in casa nel momento clou e ha detto addio in anticipo alla Champions. Rispetto al Milan è arrivata all’ultima giornata già con poche chance. Ora il club bianconero, prim’ancora che dal campo, riparte dall’asset dirigenziale. Gli arrivi di Carnevali e Massara segnano un nuovo inizio. Spalletti è stato confermato. Poi verrà il tempo di costruire la squadra per la prossima stagione. Le idee sembrano essere già abbastanza chiare. Ovviamente la Juventus, una big del nostro calcio, si augura di non dover rinunciare ancora una volta al traguardo. Arrivare tra le prime quattro sarà l’obiettivo minimo della stagione che sta per cominciare. L’ex allenatore del Napoli, secondo la dirigenza, è l’uomo giusto per tagliare il traguardo.
L’Atalanta come il Napoli nel 2015
Poi c’è la Dea. Che riparte da Giuntoli e Sarri, ovvero dal Napoli del 2015. I due si ritrovano dopo aver fatto benissimo per tre anni in azzurro. Giuntoli era rimasto anche dopo vincendo lo scudetto con Spalletti allenatore. Nel 2023, poi, è andato alla Juve. Ora riparte dall’Atalanta. La scelta Sarri è simbolica e chiara: anche la Dea per tornare in Champions vuole un gioco che sia brillante, una proposta offensiva per divertite e divertirsi. Sarri è garanzia sia di risultati che di show e dunque c’è grande attesa ora a Bergamo per il suo lavoro. Sarri poteva andare anche al Napoli ma ha scelto convinto l’Atalanta perché sa che c’è un progetto tecnico interessante e una squadra forte che può crescere ancora anche grazie al mercato.
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