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Il Bitcoin: la criptovaluta per eccellenza.

Le criptovalute alle prese con l’evoluzione tecnologica

Parlare di evoluzione tecnologica in riferimento alle criptovalute, le note monete digitali che negli ultimi anni hanno registrato un incremento enorme, rischierebbe di essere fuorviante dato che ci si sta riferendo a strumenti finanziari che già da soli garantiscono elevati standard multimediali.
È il loro meccanismo stesso di funzionamento a basarsi su tecnologie recenti che hanno letteralmente smaterializzato la moneta rendendola oggi virtuale; pensiamo al cosiddetto blockchain, alla crittografia e alla diffusione che avviene tramite peer to peer. Non a caso si sta parlando di un tema fortemente in auge e si può tranquillamente sostenere che il Bitcoin ad esempio, ovvero la moneta virtuale più nota, sia stato uno dei temi di punta del 2017: è proprio dallo scorso anno che le criptovalute sono entrate a pieno titolo nel sistema finanziario globale, mettendo anche governi e banche centrali di fronte alla necessità di una regolamentazione ed hanno attratto l’attenzione dei media tradizionali.

Era l’ottobre del 2008 quando un personaggio misterioso, nascosto sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, lanciò per la prima volta in rete il tema Bitcoin andando poi a generare nei mesi successivi la moneta vera e propria. Ovviamente virtuale.

Ne è passato di tempo da allora ed oggi le criptovalute sono strumenti molto diffusi al punto che in rete si assiste alla proliferazione di prodotti connessi, spesso neanche del tutto affidabili. si pensi ad esempio al Crypto Trader System, il primo sistema informale di banking che basa il proprio funzionamento su un qualcosa che viene orgogliosamente pubblicizzato come un meccanismo senza alcun tipo di autorizzazione e regolamentazione. Im pratica affidare i propri soldi a Crypto Trader System vuol dire non avere alcun tipo di garanzia.
Un po’ l’esasperazione del concetto di criptovalute, il significato portato fino all’estremo dato che si sta parlando di un qualcosa che per sua natura sfugge a controlli e non deve avere autorizzazioni di alcun genere né da banche né da governi. Solo che il meccanismo delle criptovalute ad oggi noto è piuttosto sicuro o quantomeno in grado di garantire le transazioni virtuali che avvengono in rete.

Gli ultimi strumenti virtuali che stanno nascendo hanno tutti lo stesso obiettivo, ovvero ampliare l’offerta verso gli utenti visto che nel corso degli anni le monete virtuali sono letteralmente schizzate in alto negli indici di gradimento. Solo che non sempre evoluzione tecnologica fa rima con convenienza e soprattutto affidabilità. Proprio come nel caso dello strumento sopra indicato.

Riguardo a: Salvo Cirmi (Tux1)

Un pinguino intraprendente che dopo diversi anni di "servizio" online (e soprattutto delle guide) ha acquisito conoscenze non di poco conto sui settori Android, Linux e Windows. Le mie specialità sono il modding e le review. Nel tempo libero (che è raro trovare) suono il piano, mi diverto effettuando modding e provando distribuzioni Linux, BSD ed altre.

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