Da appassionato della serie Halo e avendoli giocati praticamente tutti tranne il quinto, in esclusiva per console, volevo gettare così due parole sul triste presente e futuro dell’unica saga di videogiochi che ha portato avanti il progetto Xbox (perché, parliamone, senza Halo la Xbox sarebbe fallita dopo la prima).
Halo Infinite è brutto. Veramente, veramente brutto.
Halo Infinite è il sesto capitolo di Halo, sviluppato da 343 Industries (purtroppo)(a Bungie sono impegnati in quel fallimento di Destiny).
Parliamo velocemente del gioco: è estremamente godibile, le meccaniche sono molto divertenti, il rampino, seppur copiato da Doom, rimane un elemento che aiuta piacevolmente a navigare l’inutile mappa Open-World. Nel complesso, è un gioco sicuramente piacevole e divertente, ma con un grosso ma: la campagna fa schifo.
L’intera campagna, che non ha capo né coda a livello logico, è interamente localizzata attorno ad una mappa Open-World estremamente ripetitiva e assolutamente priva di level design.
E’ un grosso spazio aperto e la campagna altro non è che un girare per gli insediamenti fatti col copia incolla e ammazzare i nemici. Fine.
Di una bruttezza unica, patologica.
Sembra una di quelle opere buttate lì senza uno scopo, una sorta di ennesimo capitolo di Call Of Duty, che perlomeno ha una specie di direzione artistica, di ambientazione.
Su Halo Infinite, non c’è nulla: una larga distesa desolata con la campagna più brutta di Halo mai vista.
Ora, capisco bene che a Microsoft non importi nulla di finanziare il progetto che l’ha resa famosa in ambito videoludico, ma se continuano così, addio Xbox. Hanno tra le mani un’eredità videoludica senza paragoni nella storia dei videogiochi e preferiscono ignorarla.
Povero Halo. Nato dalle mani di chi effettuava ottimizzazioni folli su hardware di bassissimo livello, e ridotto ad un Open World senza senso. Spero che, se un giorno esca il settimo capitolo, tu non venga maltrattato nuovamente.
TuxNews.it L'editoria professionale libera!