Chia: come ha rovinato le periferiche d’archiviazione

Ci sono idee. Alcune sono buone, altre meno. Ma alcune, nascono ottime e muoiono come pessime, ed è forse il caso di Chia, una criptovaluta nata come soluzione molto più conveniente ed ecologica delle classiche e comuni criptovalute che conosciamo ai giorni nostri.

Un’alternativa verde?

In genere le criptovalute, prendiamo per esempio i Bitcoin, si basano sul principio del lavoro fisico/materiale basato su elaborazione CPU/GPU per generare moneta virtuale, soluzione che ovviamente ha dei costi non di poco conto sulla bolletta, e quindi, sul portafogli.

Sul sito di trading ufficiale Bitcoin Prime trovate vari spunti per il trading degli stessi, tra l’altro.

Di conseguenza, qualcuno ha avuto la brillante idea di ideare una criptovaluta (probabilmente ne esistono molte altre che fanno lo stesso, ma non ne sono informato) che riducesse enormemente il consumo energetico e che basasse le proprie risorse su un qualcosa di molto più semplice da avere: lo spazio di archiviazione.

Chia. Soluzione o distruttore di HDD?

La moneta virtuale si basa su un concetto molto semplice: spazio di archiviazione in cambio di moneta. Ecologica, economica, semplice. Peccato per un piccolo particolare: il costo umano.

L’aumento dell’interesse verso chia ha inizialmente fatto schizzare il prezzo di Hard Disk e delle varie periferiche d’archiviazione, oltre che aver causato uno shortage durato diversi mesi. Tutti, specialmente i famosi miner in cina, si sono messi ad acquistare Hard Disk in massa, causando quindi l’impossibilità a molti altri utenti di averli tra le mani per altri scopi più comuni.

Questo problema tra l’altro, ha portato diversi costruttori di SSD, specialmente SSD NVME, a riconsiderare le proprie politiche di garanzia, da 2 anni ad 1 anno o a TB/W, proprio a causa del minaggio della criptovaluta verde, che usa in maniera intensiva lo spazio d’archiviazione e, quindi, ne diminuisce l’affidabilità a parità di tempo con uso standard.

Riguardo a: Salvo Cirmi (Tux1)

Un pinguino intraprendente che dopo diversi anni di "servizio" online (e soprattutto delle guide) ha acquisito conoscenze non di poco conto sui settori Android, Linux e Windows. Le mie specialità sono il modding e le review. Nel tempo libero (che è raro trovare) suono il piano, mi diverto effettuando modding e provando distribuzioni Linux, BSD ed altre.